venerdì 29 giugno 2012

PANIFICANDO COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI

accademia del tartufo pane panificazioneUno di questi giorni (non mi ricordo più quale, dato che ho pessima memoria) mi sono dedicata corpo e anima alla panificazione. Ho rinfrescato la pasta madre ormai gemellata con il centenario lievito che mi è stato regalato da Claudio Pozzi allo Slow Food Day e sono partita con diversi tipi di pane, pan brioche, grissini, focacce… Ho anche fatto apposta alcuni impasti sbagliati e inacidito alcune porzioni di pasta madre per una serie di esperimenti di salvataggio, tanto per cercare di  capire meglio alcune cose che leggo nelle domande che mi arrivano di continuo.
Dopo due giornate di lavoro attorno a idrolisi, farine di grani antichi e farine macinate a pietra e anche Petra 9 del Molino Quaglia, che mi piace molto nel pane. Ho sviluppato alcune ricette base e capito altre cosine importanti sul lievito madre, che non smette mai di insegnarmi.
In fondo al post vi lascio una ricettina base per pane. Tanto perché non diciate che non do ricette.
pane accademia del tartufo 1pane accademia del tartufo 2pane accademia del tartufo 3
PANE 500 gr farina, 300 gr acqua, 160 gr lievito madre, 10 gr olio (2 cucchiai da zuppa), 10 gr sale

sabato 23 giugno 2012

PANIFICAZIONE by Mary e Riccardo

Il 26 Maggio a Forlì sono stata assieme a Riccardo Astolfi, il founder della Comunità del Cibo Pasta Madre a fare un laboratorio sul pane per Slow Food Forlì alla Fabbrica delle Candele.
Io ho sempre in testa l'idea che il racconto dei processi che comportano lo sviluppo degli ingredienti in pane (impastare, lievitare e cuocere) siano una figata da essere raccontata passo a passo in modo coinvolgente. Riccardo ha ben chiaro il concetto di rieducazione alimentare del prossimo come metodo d'aiuto per sfuggire al marketing selvaggio. Tutti e due siamo appassionati di belle storie di lieviti e panificazione.
Le due ore che avevamo a disposizione sono volate. Riccardo ha parlato talmente bene, che più di una volta mi sono ritrovata imbambolata a fissarlo chiedendomi se per caso lui non è una di quelle persone che Anthony Bourdain definisce food Nerd! E' fantastico sentire quante ne sa e con quale chiarezza di concetti le espone.
Assieme abbiamo spiegato i processi, proposto una analisi sensoriale di gusto e odori dei diversi tipi di pane
Qui sotto ci sono due video che raccontano un pochino di quello che è successo.

martedì 19 giugno 2012

Pan Brioche con lievito madre

pan brioche accademia del tartufo


Farina 400 gr
lievito madre 100 gr
latte tiepido 90 gr
zucchero 2 cucchiai
3 uova
burro 10 gr
per la glassa uova e latte da spennellare sopra

Ho preparato questa ricetta mentre svolgevo il servizio della sera al ristorante e lasciato l’impasto in frigo fino al giorno dopo.
Ho sciolto il lievito nel latte, aggiunto un po alla volta la farina e continuato a mescolare. Aggiunto lo zucchero e mescolato ancora. Ho aggiunto le uova, mescolato ancora e poi aggiunto il burro. (mentre ero indaffarata a cucinare per i clienti serali, l’impasto in una ciotola coperto con pellicola è stato a temperatura ambiente per 3 ore e cosi ha lievitato)
Ho lasciato l’impasto in frigorifero per 10 ore e al mattino, dopo l’ho lasciato a temperatura ambiente per un’ora. Ho formato la pagnotta e lasciato riposare un’altra ora. Prima di infornare ho spennellato una miscela di latte e bianco d’uovo e cotto nel forno a legna per circa 20 min a 220 C°
Il gusto era squisito e le alveolature mi piacevano… Credo che le ore passate in frigo abbiano aiutato la lievitazione rallentandola quasi del tutto, permettendo i lieviti di comunque lavorare, anche se più blandamente, rendendo il prodotto ancora migliore.
Una volta ero una cuoca che bloggava su svariati argomenti che non fossero cibo, tanto per non pensare al lavoro, che già mi sommergeva assai.
Con la mia prima video ricetta, Pizza Mary at Work, sono arrivate le richieste di spiegazioni sul lievito madre e le di richieste di ricette... Io tentennavo, ma poi accendevo la telecamera e spiegavo, cercando di dire le cose in modo semplice e comprensibile… Poi ho incominciato a uscire dalla mia cucina e a invito spiegare (non più davanti alla telecamera, ma  a un pubblico presente) come fare per ottenere il lievito, il pane e altre cose… Nessuna di queste semplici per me, che panifico pochissimo, perché fare la cuoca non riesco a conciliare bene al panificare, già occupandomi di tanto altro in cucina.
Ormai gli avvenimenti mi hanno portata ad organizzarmi meglio. Dopo giorni di infornate varie con tutti i passaggi scarabocchiati in carta e impressi nella mente, ho tirando fuori ricettine facili e basiche by Mary, tanto per seguire l’evidenza che c’è chi vuole da me ricette… Cosi ho preparato cose per nulla complicate, cose sintetiche come piaciono a me, perché alla fine, mi piace più spiegare il processo in cui succedono queste cose, mentre di ricette ottime ci sono tantissime in giro.
Il pan brioche è una di queste ricette. La dedico a Stefi, che davanti alla foto del suddetto pan brioche su fb, mi ha chiesto la ricetta.
Ringrazio a quelle persone che con le loro richieste e le loro domande hanno (spesso inconsapevolmente) collaborato con i passi che ho fatto e sto facendo in questa evoluzione che somiglia molto al processo di lievitazione, che è bello e produttivo perché non sono da sola, ma accompagnata dai pensieri positivi di tutti quelli con cui scambio energie in questa cosa dello spiegare, che è anche imparare.

sabato 2 giugno 2012

SERATA AL POSTRIVORO

Un sabato sera fuori dal comune, è stata per me la serata del 26 Maggio.
Sono stata nella cucina del Postrivoro a sbirciare il backstage della serata. 
Ho visto giovani uomini talentuosi, affiatati e motivati preparavare piatti elaborati, gustosi e sorprendenti nelle forme e nei sapori.
E’ stato un piacere vedere in azione Franco Aliberti, cui sorriso splendido rivela la  gioia e gesta precise rivelano il rigore. 
Le birre proposte da Eugenio Signoroni rendevano il tutto abilmente festoso.
Ero entrata in cucina con soggezione, sono uscita felice, dopo aver condiviso piatti, posate, bicchieri, sorrisi e l’amore per il cibo di qui è pregna l’aria del Rione Bianco… Tutto questo è Postrivoro, luogo molto interessante, che ogni volta cambia faccia e proprio per questo sfugge ai luoghi comuni. 
Le migliori foto della serata sono di Marco Roncone.